venerdì 12 gennaio 2018

VIENI E VEDRAI

II Domenica - Tempo ordinario Anno B

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. [...] 
Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse:
 «Che cercate?».


Le prime parole che Gesù pronuncia nel Vangelo di Giovanni sono in forma di domanda. Sappiamo bene che in tutti i Vangeli le prime parole di Gesù che pronuncia acquistano un valore importantissimo, quasi una sorta di tema che poi verrà ripreso nel corso di tutta l’opera, una sorta di chiave di lettura per comprendere il messaggio stesso che l’Evangelista si propone di consegnare ai cristiani del suo tempo e di quelli futuri. Nel vangelo di Giovanni le prime parole di Gesù sono: “Che cosa cercate?"

sabato 30 dicembre 2017

LA SANTA FAMIGLIA DI GESU'



Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. [...]

Una giovane coppia di sposi, Maria e Giuseppe, la sacra famiglia! Gesù venendo al mondo ha rinunciato a tutto, facendosi povero ma non ha voluto rinunciare agli affetti, ha voluto una madre ed un padre che lo amassero e lo custodissero. Questa giovane coppia porta l’offerta dei poveri, due colombe, pochi spiccioli di valore, ma portano con loro una realtà preziosa: il dono della vita nascente del loro primo figlio, del piccolo Gesù, il Vero Agnello di Dio che toglierà il peccato del mondo.
Ogni famiglia porta in se stessa il seme della santità, icona e sacramento di Dio Amore su questa terra. Nasce dall’amore, genera e custodisce la vita,
la famiglia  è santa perché la vita e l'amore vi celebrano in essa la loro festa, e ne fanno la più viva fessura e feritoia dell'infinito”.

sabato 9 dicembre 2017

NATALE: RI-COMINCIAMO


II Domenica di Avvento Anno B
Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

sabato 4 novembre 2017

GESU' L'AMICO


XXXI Domenica   Tempo Ordinario – Anno A 

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. (...) Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato».

Gesù, come amico vero, ogni giorno, ogni Domenica ci invita a camminare con Lui verso un nuovo orizzonte dove mi ritrovo più vero, più autentico, più Uomo. Ad ogni frase del Suo Vangelo, un invito a camminare verso la mia maturità rifiutando falsità ed ipocrisie.
Proprio di ipocrisia si parla in questa Domenica,  scegliere una vita che sia il più possibile espressione delle mie idee, dei miei sogni senza paura di quello che sono comprese le mie debolezze e paure… una vita senza maschere e senza carnevali.
Al peccato d'ipocrisia, si aggiunge quello della vanità, apparire non essere, proprio lo slogan dei nostri tristi giorni. Nascondendosi dietro a titoli di tutti i generi, millantati e non corrispondenti alla verità della nostra vita. A tale visione di vita, l’Amico Gesù ci suggerisce il cammino dell’umiltà e del servizio. Ministri della Vita, custodendola e servendola nella serena gioia di ogni giorno sapendo che tale gioia è la mia più bella ricompensa.


sabato 28 ottobre 2017

AMARE



XXX Domenica Tempo ordinario Anno A

“In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Alla provocazione dei farisei di ieri e di oggi, Gesù risponde con una sola parola che riassume tutte le Parole di Dio e degli uomini: Amare.
Credo che non esista parola più grande e bella di questa, perché è al centro della vita di ogni uomo, è nel suo intimo, nel suo cuore. Amare ed essere amati è il desiderio più profondo, l’essenza stessa della vita di ogni uomo.
Amare voce del verbo dare, che si declina in tanti modi: amare Dio, il prossimo e noi stessi.
·        Amare Dio per molti è osservare leggi e precetti, vivere onestamente ed osservare la morale. Amare Dio è molto di più, è vedere il mondo come lo vede Lui ed impegnarsi a realizzare il Suo Regno sulla terra.
·        Amare il prossimo è rispetto, solidarietà, condivisione.